Frumento: Breve guida alle varie tipologie e vantaggi delle farine meno raffinate

Il frumento rappresenta uno degli ingredienti fondamentali della cucina italiana, ma non tutte le farine che derivano dalla sua macinazione sono uguali. La scelta tra farine più o meno raffinate influisce non solo sul risultato delle vostre preparazioni, ma anche sul valore nutrizionale di ciò che portate in tavola. Le farine meno raffinate conservano una maggiore quantità di fibre, vitamine e minerali rispetto a quelle bianche, offrendo benefici concreti per la vostra alimentazione.

Vari tipi di farina

Questa guida vi accompagnerà alla scoperta delle diverse tipologie di farine di frumento, spiegandovi come vengono classificate, quali sono le loro proprietà nutrizionali e come utilizzarle al meglio nelle vostre ricette quotidiane. Imparerete a riconoscere quale farina scegliere per ottenere i migliori risultati, sia dal punto di vista culinario che nutrizionale.

Frumento e farine: cosa sono e come si classificano

Il frumento rappresenta uno dei cereali più coltivati al mondo e la sua trasformazione in farina passa attraverso processi specifici di macinazione e raffinazione. La classificazione delle farine dipende dal tipo di grano utilizzato e dal grado di lavorazione del chicco. Puoi acquistare varie tipologie di farine su Macrolibrarsi, il negozio etico online più grande d’italia.

Che cos’è il frumento e come si ottiene la farina

Il frumento, appartenente al genere botanico Triticum della famiglia delle graminacee, è un cereale le cui cariossidi macinate forniscono la farina. I chicchi di grano contengono tre parti principali: la crusca esterna ricca di fibre, l’endosperma interno ricco di amido e il germe che concentra vitamine e minerali.

La macinazione del grano trasforma i chicchi in farina attraverso mole o cilindri che frantumano progressivamente il cereale. Questo processo determina il grado di raffinazione finale della farina. Più la farina viene abburattata, più risulta bianca e priva di componenti esterne del chicco.

Distinzione tra grano tenero e grano duro

Il Triticum aestivum, comunemente chiamato grano tenero, presenta chicchi friabili e produce farine adatte a impasti sia dolci che salati. Questo tipo di frumento è ricco di glutine che forma una maglia elastica durante l’impasto, trattenendo i gas della lievitazione.

Il Triticum turgidum, noto come grano duro, ha chicchi più resistenti e vitrei. Dalla sua macinatura si ricava la semola, caratterizzata da granuli più grossi e un colore giallo ambrato.

La semola viene utilizzata principalmente per produrre pasta secca, ma anche alcuni tipi di pane e pizza. In Italia, il grano tenero prevale nelle regioni centro-settentrionali, mentre il grano duro domina al sud.

Processi di macinazione e abburattamento

La macinatura inizia con la mietitura e il condizionamento dei chicchi, che vengono puliti e idratati per facilitare la separazione delle parti. I chicchi passano poi attraverso cilindri che li rompono gradualmente.

L’abburattamento o raffinazione separa la crusca dalla parte interna ricca di amido, determinando le diverse tipologie di farina. Maggiore è l’abburattamento, minore sarà il contenuto di fibre e nutrienti nella farina finale.

La percentuale di abburattamento indica quanto prodotto finale si ottiene da 100 kg di grano. Una farina integrale ha un tasso vicino al 100%, mentre una farina 00 si attesta intorno al 50%.

Criteri di classificazione delle farine di frumento

La legge italiana classifica le farine di grano tenero secondo parametri chimici come umidità, glutine, cellulosa e contenuto di ceneri. Le tipologie principali sono 00, 0, tipo 1, tipo 2 e integrale, in ordine crescente di contenuto di crusca e germe.

Tipo di farinaContenuto di ceneri (%)Caratteristiche principali
000,50Più raffinata, ricca di amido
00,65Leggermente meno raffinata
10,80Più fibre e proteine
20,95Gusto rustico
Integrale>1,30Chicco completo con crusca e germe

La classificazione considera anche la forza della farina, indicata con la lettera W, che misura la capacità dell’impasto di resistere alla lievitazione.

Varietà antiche: Le tipologie di farro, khorasan, Senatore Cappelli e il Verna

Le varietà antiche di frumento rappresentano cultivar coltivate prima dell’avvento dell’agricoltura intensiva moderna. Il farro comprende tre specie: farro piccolo (Triticum monococcum), farro medio (Triticum dicoccum) e farro grande o spelta (Triticum spelta), tutte appartenenti al genere Triticum.

Il grano khorasan, commercializzato anche con il marchio Kamut, è un antico grano duro con chicchi grandi e allungati. Il Senatore Cappelli è una varietà di grano duro creata nei primi del Novecento, varietà pregiata e particolarmente apprezzata per le sue caratteristiche organolettiche. Il Verna è un grano tenero toscano selezionato negli anni ’50, caratterizzato da spighe alte e buona adattabilità.

Queste varietà antiche contengono generalmente meno glutine modificato e mantengono profili nutrizionali più completi rispetto ai grani moderni.

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Le tipologie di farine di frumento

Bel mazzo di spighe di frumento

Le farine di frumento si classificano principalmente in base al grado di raffinazione del chicco, che determina il contenuto di crusca, amido e proteine. Questa distinzione influenza sia le proprietà nutrizionali che il comportamento della farina negli impasti.

Farina 00: caratteristiche e impieghi

La farina 00 rappresenta la tipologia più raffinata e diffusa sul mercato italiano. Si ottiene dalla macinazione della parte più interna del chicco di grano tenero, dopo aver eliminato completamente crusca e germe.

Questa lavorazione produce una farina ricca di amido ma povera di fibre e minerali. La sua texture fine e bianca la rende estremamente versatile in cucina.

Potete utilizzarla per impasti dolci come torte, biscotti e pasticceria secca. È adatta anche per preparazioni salate che richiedono una consistenza leggera e delicata.

Se la qualità del glutine è buona, la farina 00 funziona bene anche per lievitati come pane, pizza e focacce. La farina Manitoba (dal’omonima provincia canadese), una variante di farina 00 con forza elevata, è ideale per panettoni e grandi lievitati che necessitano tempi di lievitazione prolungati.

Farina 0, 1 e 2: differenze nutrizionali e usi

Le farine di tipo 0, 1 e 2 presentano gradi progressivi di raffinazione inferiori rispetto alla 00. Ogni tipologia conserva quantità crescenti di crusca e parti esterne del chicco.

Farina 0: contiene più fibre e proteine rispetto alla 00. Si adatta particolarmente agli impasti a lenta lievitazione con lievito di birra o madre, producendo una maglia glutinica più resistente. È perfetta per focacce e pani soffici.

Farina di tipo 1: conserva una porzione significativa delle parti esterne del chicco. Il suo sapore più rustico e la maggiore presenza di nutrienti la rendono eccellente per pane casereccio e pizze dal carattere deciso.

Farina di tipo 2: viene chiamata anche farina semi-integrale. Mantiene gran parte della crusca originale e offre un equilibrio tra leggerezza d’impasto e valore nutrizionale. Adatta a preparazioni rustiche che richiedono consistenza e sapore pronunciato.

Farina integrale: composizione e benefici

La farina di frumento integrale si ottiene dalla macinazione dell’intero chicco, includendo germe, crusca e endosperma. Nessuna parte viene eliminata durante il processo di raffinazione.

Questa caratteristica la rende ricca di fibre, vitamine del gruppo B, minerali e proteine. Il contenuto di carboidrati complessi contribuisce a un rilascio energetico più graduale.

Il suo sapore è intenso e la texture risulta più granulosa rispetto alle farine raffinate. Negli impasti assorbe maggiori quantità di liquidi e richiede tempi di lavorazione leggermente diversi.

Potete utilizzarla da sola per prodotti dal gusto rustico e corposo, oppure mescolarla con farine bianche per ottenere un risultato più equilibrato. È particolarmente indicata per pane integrale, crackers e prodotti da forno salutari.

Semola, rimacinato e farine speciali

La semola si ricava dalla macinazione del grano duro, non del grano tenero come le altre farine di frumento. Ha una granulometria più grossolana e un colore giallo ambrato caratteristico.

Il rimacinato di semola deriva da una seconda macinazione che produce una texture più fine. Questo prodotto mantiene l’elevato contenuto proteico del grano duro e la capacità di assorbire grandi quantità di acqua.

Utilizzate la semola principalmente per la preparazione di pasta fresca. Il rimacinato è invece ideale per pane pugliese, focacce e pizze, garantendo maggiore resa produttiva e rallentando il raffermamento.

Tra le farine speciali vi è la farina di frumento maltato, che contiene enzimi utili per migliorare la lievitazione. Le diverse tipologie di farina di grano tenero e grano duro offrono caratteristiche tecnologiche specifiche per ogni preparazione culinaria.

Perché scegliere farine meno raffinate: salute e valori nutrizionali

Le farine meno raffinate mantengono componenti nutrizionali essenziali che vengono eliminati durante i processi di raffinazione intensiva, apportando benefici significativi per la salute digestiva, metabolica e generale dell’organismo.

Impatto del grado di raffinazione su fibre, vitamine e minerali

Il processo di raffinazione rimuove la crusca e il germe del chicco di grano, eliminando gran parte dei nutrienti essenziali. Le farine più lavorate come la 00 e la 0 sono ricche di amido ma povere di fibre, al contrario di quelle integrali.

Durante la macinazione intensiva, vengono perse quantità significative di vitamine del gruppo B, essenziali per il metabolismo energetico e il funzionamento del sistema nervoso. Anche la vitamina E viene quasi completamente eliminata nelle farine bianche.

Anche i sali minerali subiscono una riduzione drastica con la raffinazione. Il ferro, il magnesio, lo zinco e il selenio si concentrano principalmente nella crusca e nel germe. La farina integrale conserva questi minerali, fornendo nutrienti fondamentali per diverse funzioni corporee.

Benefici nutrizionali delle farine integrali

La farina di frumento integrale rappresenta la scelta più completa dal punto di vista nutrizionale. Le fibre alimentari presenti in abbondanza favoriscono il transito intestinale e contribuiscono alla salute del microbiota, prevenendo problemi digestivi comuni.

Le farine integrali forniscono un apporto significativo di magnesio, essenziale per la funzione muscolare e nervosa, e di ferro, necessario per il trasporto dell’ossigeno nel sangue. Anche il potassio e il calcio sono presenti in quantità maggiori rispetto alle farine raffinate.

Il contenuto proteico rimane più elevato nelle farine meno lavorate. Le proteine del germe di grano, unite alle vitamine e ai minerali conservati, creano un profilo nutrizionale completo che supporta il benessere generale dell’organismo.

Indice glicemico, sazietà e benessere intestinale

L’indice glicemico delle farine integrali risulta inferiore rispetto a quello delle farine raffinate. Questo significa che l’assorbimento degli zuccheri avviene in modo più lento e graduale, evitando i picchi glicemici che possono favorire l’insorgenza di malattie metaboliche.

Le fibre presenti nelle farine meno raffinate aumentano il senso di sazietà, aiutando a controllare l’appetito e a ridurre l’assunzione calorica complessiva. Questo effetto si traduce in un migliore controllo del peso corporeo nel lungo periodo.

Il benessere intestinale migliora notevolmente con il consumo regolare di farine integrali. Le fibre alimentari nutrono i batteri benefici dell’intestino, promuovendo un microbiota equilibrato. Questo contribuisce a rafforzare il sistema immunitario e a ridurre l’infiammazione sistemica. Attenzione però a non eccedere con le quantità.

Antiossidanti e potenziali vantaggi per la prevenzione

Le farine meno raffinate contengono quantità superiori di antiossidanti, composti che proteggono le cellule dai danni causati dai radicali liberi. I composti fenolici, i lignani e altri fitonutrienti si concentrano principalmente nella crusca e nel germe del grano.

La vitamina E presente nella farina integrale agisce come potente antiossidante, proteggendo le membrane cellulari e riducendo lo stress ossidativo. Questo può contribuire alla prevenzione di malattie croniche legate all’invecchiamento.

Gli studi suggeriscono che il consumo di farine meno raffinate può aiutare a regolare i livelli di colesterolo nel sangue. Le fibre solubili legano il colesterolo nell’intestino, facilitandone l’eliminazione e riducendo il rischio cardiovascolare.

Come scegliere e utilizzare le diverse farine di frumento in cucina

La scelta della farina giusta dipende dalla forza glutinica e dal tipo di preparazione: impasti a lunga lievitazione richiedono farine forti, mentre dolci e biscotti necessitano di farine più deboli. La conservazione corretta garantisce qualità e durata nel tempo.

Forza della farina e sua influenza su impasti e lievitazione

La forza della farina, indicata con il valore W, misura la capacità della maglia glutinica di trattenere i gas durante la lievitazione. Questa caratteristica dipende dalle proteine gliadina e glutenina che, a contatto con l’acqua, formano il glutine.

Le farine con W elevato (250-320) sono ideali per la panificazione e i grandi lievitati come panettoni e pandoro. Queste farine sviluppano una maglia glutinica più resistente che sopporta fermentazioni prolungate con lievito di birra o lievito madre.

Le farine deboli (W inferiore a 180) sono perfette per prodotti da forno a lievitazione rapida. Torte, frolle, biscotti e creme richiedono farine con poco glutine per ottenere consistenze friabili e morbide.

Per impasti intermedi come grissini e alcune focacce, potete usare farine con valori W compresi tra 180 e 250. Questi prodotti beneficiano di una struttura glutinica moderata che garantisce croccantezza senza eccessiva elasticità.

Panini e pagnotte

Farine per pane, pizza, dolci e prodotti da forno

Per il pane e le focacce a lunga lievitazione si consigliano le farine 0, tipo 1 o tipo 2 che sviluppano una maglia glutinica robusta. Le farine meno raffinate conferiscono un gusto più rustico e mantengono maggiori proprietà nutritive.

La pizza richiede farine con buona forza (W 250-300) per sopportare ore di lievitazione. La farina Manitoba, con valori di W superiori a 300, può essere miscelata ad altre farine per rinforzare l’impasto e ottenere alveolature più sviluppate.

Alternative e farine senza glutine

Le farine senza glutine rappresentano un’alternativa per chi soffre di celiachia o intolleranze. Farine di riso, mais e legumi non contengono gliadina e glutenina, quindi non formano la maglia glutinica necessaria per la panificazione tradizionale.

Per compensare l’assenza di glutine dovete usare addensanti e leganti come gomma di xantano o fecola. Questi ingredienti imitano parzialmente le proprietà elastiche del glutine negli impasti.

Le farine di kamut e farro contengono glutine ma in forme diverse rispetto al frumento comune. Potete utilizzarle per pane, pizza e focaccia, ottenendo prodotti dal sapore caratteristico e digeribilità spesso migliore.

Per panature e preparazioni che non richiedono lievitazione, le farine di mais, riso o legumi funzionano bene. Queste alternative offrono texture croccanti e sapori distintivi.

Consigli pratici per l’acquisto e la conservazione

All’acquisto verificate le indicazioni d’uso in etichetta come “farina per pizza” o “farina per dolci”. Questi suggerimenti riflettono le caratteristiche tecniche della farina e vi aiutano a scegliere il prodotto giusto.

Conservate la farina in luoghi freschi e asciutti. Dopo l’apertura della confezione, travasate il contenuto in contenitori ermetici per mantenere l’umidità ottimale ed evitare l’alterazione delle proprietà.

I contenitori chiusi prevengono anche l’infestazione della Plodia interpunctella, la farfallina della farina. Questo insetto si diffonde facilmente negli armadietti e contamina altri alimenti della dispensa.

Le farine integrali e meno raffinate, dato che contengono il germe del chicco ricco di oli, che possono irrancidire. Consumatele entro 2-3 mesi dall’apertura e conservatele in frigorifero durante i mesi estivi per preservarne freschezza e qualità.

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